L’EMOZIONE DEL PRIMO VIAGGIO


Per il tempo è normale che avvenga così. In un lampo. Un lampo di più.
Lo è stato per i bambini di quinta elementare e di terza media. Lo è stato per i maturandi, nel 2020 più che mai.
Tutti si sono trovati alla fine in un lampo. Un battibaleno di 5 anni volati in un solo colloquio orale e molte lacrime. È stato uno strano impasto di gioia e dolore, un burrone di sentimenti lontani ma vicini che nella vita proviamo più spesso di quello che razionalmente pensiamo. La quarantena ci ha insegnato anche questo.

La maturità è l’esempio più vicino a tutti perché è la fine della scuola e l’inizio del mondo. L’impasto di gioia e dolore ci dissemina per il cuore pezzi di luce e di buio. Siamo felici e incerti, siamo colmi e vuoti. Siamo.
Finalmente sentiamo di essere davanti alla vita da soli, nei suoi rischi, nelle sue banalità, nella libertà di sbagliare e confonderci con destini passeggeri, farci contaminare da anime nuove.

Per il tempo è normale che avvenga così. In un lampo. Un lampo di più.
Lo so, nella vita faccio il docente adesso.
Forse non mi sono ancora abituato all’idea, forse non me ne abituerò mai.
La cosa bella è che c’è ancora il momento delle pagelle. Il punto di incontro tra scuola e famiglia, tra genitori e figli, tra numeri e buonsenso, tra primavera ed estate, tra dovere e piacere… e si potrebbe stare qui a elencare un milione di altri TRA.
Solo dopo le pagelle si può partire per un lungo viaggio. E il viaggio inesorabilmente mi ricorda di essere ancora studente, come un bambino che ha ancora voglia di imparare il significato di una parola, come i ragazzi che si ribellano alle regole ingiuste, ai formati noiosi della lezione frontale. Libero di tornare come i miei alunni. Libero di essere alunno nel mondo.

Per il tempo è normale che avvenga così. In un lampo. Un lampo di più.
E quel lampo tranquilli che arriva, semplice, puntuale, silenzioso e roboante, come l’esame di maturità, come l’innamoramento, come l’inizio del viaggio ai tempi di covid.
La quarantena ci ha permesso di pensare un mondo senza spostamenti. Un mondo a scoperte limitate. Un mondo senza baci. 


Per questa ragione IN BICI PER L’ITALIA ha in sé l’emozione del primo viaggio. 
Con tutta la prudenza del caso, tra pochi minuti partiremo sul serio: per andare a vedere come sta la nostra gente, per rintracciare i segnali positivi del nostro tempo e del nostro spazio. Partiamo soprattutto perché, sinceramente, in un mondo senza viaggi, non sapremmo proprio come viverci. 

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La partenza è per i primi di Luglio. Se hai in mente un’idea compatibile conIn bici PER l’Italia” e vuoi collaborare in qualche forma a questa impresa sportiva e culturale, puoi scrivere all’indirizzo e-mail truciolidimondo@gmail.com oppure sulle mie pagine social: facebook Andrea Cardinali Instagram Andicardi


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