IN BICI PER L’ITALIA, TAPPA 10: RAVENNA-LORETO-RECANATI


Appena svegli ci fiondiamo a prendere il treno e stavolta l’alba ce la vediamo da lì. Sarà una giornata calda e più si scende verso sud più è necessario stare attenti agli incastri fra orari, sole, vento contrario, traffico, treni con servizio bici. Da adesso in poi i mezzi pubblici saranno meno efficienti e ciò andrà compensato con la nostra organizzazione.
Come ricordato, c’è un lato matematico e strategico che va tenuto in equilibrio con i nostri desideri di libertà post quarantena.

Non sono solo nostri i sogni di libertà, dopo i 4 mesi di lockdown tutti vorremmo un po’ tornare quelli di un tempo, salutarci con un bacio, abbracciarci, evitare di stare ore intere con il volto tappato da una mascherina… Non è però questa la fase, non si può ancora parlarne come se tutto fosse passato. Ogni città ci dice che il Covid non ci ha abbandonati, è più nascosto, camuffato, forse un po’ depotenziato dalle temperature estive ma comunque presente.

Scendiamo a Cesenatico e via a pedalare. La tappa comincia davanti al cancello del cimitero di Cesenatico dove si trova la tomba di Marco Pantani. Chiunque sia nato negli anni 80-90 non può non ricordare le gesta di questo campione. Passare in bici di qua è una forma di ringraziamento dovuto, anche solo per quei pomeriggi emozionanti di luglio nei quali Il Pirata si alzava sui pedali e faceva il vuoto.
Ci godiamo la riviera romagnola in due, soli, insieme al mare e alle bici. Il top.

L’obiettivo è arrivare il prima possibile al Castello di Gradara, quello di Paolo e Francesca del famoso canto V dell’inferno di Dante. Riusciamo ad arrivarci solo dopo un’abbondante colazione al bar Tropicana di Riccione. La salita per il Castello è ripida come le vigne dei terrazzamenti delle Cinque Terre, per un breve tratto con ghiaia dobbiamo pure scendere dalle bici e farla a piedi.
Giungiamo a Loreto per pranzo. Ci docciamo, laviamo come ogni giorno la tuta e andiamo a riposare un paio d’ore. Nel pomeriggio visitiamo la Basilica di Loreto e la Casa di Nazareth. Ci spostiamo poi a Recanati per visitare i luoghi di Leopardi.

Tornare qui dopo 20 anni è per entrambi una grande emozione. Per quanto venga sempre ricordato per il suo pessimismo, Giacomo era uno che prendeva la vita per quella che è, una tela fitta di misteri e bellezze infinite. Ha attraversato senz’altro le sue fasi buie ma ha anche descritto la bellezza del mondo come pochi altri. Insomma, ce ne andiamo via dal borgo di Recanati con la voglia di riprenderlo in mano, tornare a conoscerlo in età ragionevole. Non so per quale strano processo sia accaduto, ma oggi si cresce pensando che i poeti esistano solo per essere studiati alle superiori. Una volta fatti i compiti in classe o finita la maturità si possono tranquillamente archiviare.Peccato, perché la poesia andrebbe tutto tranne che imparata. Incasellare poeti in correnti filosofico – letterarie non ci renderà la vita migliore. I poeti non vanno appresi, vanno incontrati.

L’indomani sarà tappa molto dura verso Amatrice. Dopo aver divorato 3 pizze in due e bevuto una birretta ci avviamo verso la camera per le ultime programmazioni e per scrivere due righe. Andiamo avanti fino a che le palpebre non si fanno pesanti. Poi si mette un punto e si chiude.
Che la seconda parte di In Bici per l’Italia abbia inizio.

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2 risposte a "IN BICI PER L’ITALIA, TAPPA 10: RAVENNA-LORETO-RECANATI"

  1. La visita a Recanati come omaggio a Leopardi mi tocca particolarmente: in questo periodo mi sto nutrendo di Zibaldone. *”I poeti non vanno appresi, ma incontrati”*. Grazie Andrea! Ciao Stefano!

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