IN BICI PER L’ITALIA, TAPPA 7: SIRMIONE-VERONA


Quando si prende la rincorsa per fare un giro on the road così lungo si ha la tentazione di pensare che l’insieme delle tappe dia come risultato il viaggio stesso. Un po’ come quando sommi tutti gli studenti di una classe e calcoli il numero globale degli alunni.
Ok. Certo, c’è anche un aspetto quantitativo e matematico che per forza di cose affianca un viaggio… Ma da insegnante non ho mai considerato la classe come un insieme di allievi soltanto. Non ci sono 20 alunni di fronte a me. Ci sono 20 vite e innumerevoli fattori che cambiano ogni giorno, ogni settimana, ogni anno.

Sarebbe un errore credere di poter sommare tutte le tappe e dire infine di aver visto l’Italia intera. I luoghi non si esauriscono mai, questa è la verità. Ai viaggiatori è data la possibilità di toccare poche foglie di una foresta, di scrivere due rime di una realtà limitata della quale partecipano per un frammento di tempo rispetto alla sua storia.

Sono questi pensieri sparsi tra scuola, viaggio e poesia a girare tra i pedali del primissimo tratto di strada, ultimo della notte che sta per tramutarsi in mattina. Tra le due parti, nel mezzo, l’alba è il fascio di incontro.
Sul Lago di Garda l’incanto delle acque ci fa muovere poche parole e molti sguardi. Quanto tempo nella nostra vita ci fermiamo a guardare il panorama? Non solo il paesaggio di fronte a noi, intendo il panorama del nostro passato, le soddisfazioni, le bellezze vissute, le sfide vinte… Ogni tanto in questo polemico mondo di rivendicazioni personali bisognerebbe rileggerci sotto la lente della bellezza.

Credo fortemente nella lettura e sono convinto che si legga sempre troppo poco. Ma le cose vanno fatte per bene oppure è meglio farne altre. Impareremmo molto più dalla nostra vita, ripensandola, che da tanti libri che ci hanno obbligato a leggere alle superiori.
Poco prima di arrivare a Verona, città natale di nostro padre, in arte “Babbo Frank” , ci fermiamo al cimitero di Parona a salutare i nonni. Sono morti da pochi anni ma sono più presenti che mai. Con In Bici Per L’Italia ne vogliamo onorare la vita piena di sacrifici e generosità.

A Verona Borgo Trento ci attende la zia nel suo grazioso appartamento ristrutturato da alcune settimane. Avendo visto ogni video e letto ogni cosa sul nostro viaggio si è attrezzata per cucinare i tradizionali gnocchi fatti in casa, ha rifornito il frigo di birre, succhi, ha comprato barrette energetiche, gelati, marmellate, Pan di Stelle e banane. Non fa altro che tirare fuori da ogni sorta di armadietto, mensola o mobile, qualcosa da mangiare. Idola incontrastata.

Nel pomeriggio facciamo una piacevolissima camminata in Piazza Bra con Damiano Tommasi e due dei suoi figli. Ci offre un gelato e dice sorridendo “fate conto che sia un vostro sponsor”. Era il sogno di Stefy avere uno sponsor in gelati. Ne mangerebbe uno al minuto!
Parliamo del percorso in bici, del Covid-19, della scuola e un pochino anche di calcio perché concordiamo che, nonostante tutto, rimane una delle cose più belle che l’uomo abbia inventato su questo pianeta. 

La sera pizzino agile con la zia e via a rimentalizzarsi per un’altra partenza.
Abbiamo in questa città una miriade di ricordi: gite, partite a pallone, messe, pandori e cinema. Abbiamo diversi amici che non è stato possibile incontrare. Così è stato e sarà anche per altre tappe. Purtroppo rimane uno dei crucci di questo viaggio a ritmi alti. Va rispettata la tabella di marcia e il più possibile quella del sonno.
So che pare un controsenso ma anche l’avventura on the road, per essere documentata e raccontata, ha bisogno di un suo ordine, di alcune norme da applicare a cospetto del flusso selvaggio degli eventi che ti vorrebbe sempre in giro a parlare con le persone e raccogliere trucioli di meraviglia. 

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