IN BICI PER L’ITALIA, TAPPA 8: VERONA-VENEZIA


L’alba vista da Castel San Pietro a Verona è un quadro: tracce di passato e futuro, mattoni, ponti, riflessi di un Adige calmo e fresco, campanili silenziosi e rassicuranti. Partiamo lucidamente con pause programmate e barrette energetiche comprese. Nei dettagli sta la riuscita o meno di questa tappa di tanti incontri e orari in bilico. Il vento contrario ci preoccupa un po’ nella prima parte. Percorriamo piccole vie asfaltate che costeggiano gli stupendi vigneti tra la provincia di Verona e quella di Vicenza.

Il vento, quando ci si mette, può davvero essere un avversario insidioso, peggio anche di una salita o di un asfalto poco pulito. Forti folate mattutine ostacolano il ritmo fino all’arrivo a Vicenza dove è prevista la pausa di metà tappa. Ci rifocilliamo un attimo e torniamo subito per strada. Il tempo oggi è più prezioso che mai.
A San Donato ci fermiamo alla Pieve medievale dove nel più recente 1984 si sposarono Franco Cardinali e Beatrice Zurlo, rispettivamente nostri padre e madre. Cominciò qui, a nostra ancora insaputa, l’incredibile avventura dell’esser famiglia.

Dopo un totale di 95 km arriviamo al cimitero di Cittadella per visitare le tombe dei nonni materni. Ad attenderci troviamo 2 zii e Angelo, il più giovane dei cugini, fresco della maturità ai tempi del Covid-19. Sono le 10,40 e alle 11,46 dobbiamo assolutamente prendere il treno per Venezia da Castelfranco Veneto. Mangiamo appena un toast insieme e poi via di volata per percorrere gli ultimi 12 km che separano Cittadella e Castelfranco. Con un totale di 107 km (vento contrario dal primo all’ultimo metro) giungiamo finalmente a Venezia, città nella quale Stefano studia già da due anni. Ci accomodiamo nel suo appartamento dove siamo accolti calorosamente dai coinquilini

Nel pomeriggio cominciamo quella stranissima esperienza che è Venezia. Indipendentemente da quante volte uno vi sia stato, è un incanto. Facciamo un giro in passeggio con Elisa, compagna universitaria di Stefy e veneziana da tutta la vita. Possiamo girare solo a piedi perché le  biciclette, oltre a non essere funzionali, sono comunque proibitissime e possono multarti anche solo se le trasporti a mano. Del resto qua ci sono regole molto diverse dal mondo normale. Sarà un po’ anche per questo che non so mai da dove partire quando devo dare parole a Venezia, quando devo descriverla o raccontarla. Entro in una specie di stato di inadeguatezza.

Non è una città, è appunto un mondo. Fragile, imperfetto, segreto, costantemente in divenire ma immobile. È l’antisimmetria per eccellenza e pur si fonda su rigorosi principi matematici, una rete di palafitte che Dio solo sa come facciano a farci camminare, prendere cicchetti e scrivere poesie. Mi chiedo come possa sussistere un luogo del genere, ma non me lo chiedo una volta… Me lo chiedo costantemente da sempre, tanto è il mistero che mi assale ogni volta.
Alle 19 arriva a prenderci in barca Vincenzo, amico veneto che da tanti anni vive in laguna. Girare Venezia dai canali è un privilegio concesso a pochi. Riesco a fare qualche video con la GoPro ma sono esterrefatto dallo spettacolo, da ciò che mi accade davanti, da ciò che gli occhi vedono rasentando l’acqua e osservando i vicoli più segreti. Sono emozioni serie queste qua. Momenti unici che solo una Venezia sgonfia di turisti può concedere.

A cena andiamo da Bepi, osteria amata dagli abitanti “reali” di Venezia (50 mila circa). Oltre a noi due ci sono anche Vincenzo, Elisa e Adeline. Dopo una giornata di barrette e panini finalmente mangiamo pesce fresco. Vincenzo a fine cena ci riporta in barca verso la calle del nostro appartamento. Scivolare sotto le stelle tra i canali della notturna Venezia è un ricordo che il mio cuore non oserá dimenticare mai. Attimi trasognati che nell’arco della vita capisci non ritorneranno più, un po’ per il contesto, un po’ per la compagnia, un po’ per la bellezza assoluta di questo miracolo abitato sull’acqua, ma soprattutto per l’essere nella condizione di viaggio perpetuo. In Bici Per L’Italia vorrebbe consegnarsi qua definitivamente… ma non può. Il viaggio delle meraviglie non è che all’inizio. Tra qualche ora si riparte. Scendiamo verso sud dalla costa adriatica. 

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