IN BICI PER L’ITALIA, TAPPA 12: AMATRICE-LARINO


L’Italia non è solo il suo bello, c’è anche il dolore di tanti, e va sentito tutto, fino in fondo, come si fa col proprio. Credo che da qui soltanto valga la pena ripartire, il sole allora si alzerà davvero all’alba per un NUOVO giorno. Altrimenti, non sarà un’alba per tutti.”

Con queste parole scritte da Stefano ci alziamo alle 2 in punto di notte.
Non so se accade per caso, per fatalità, ma non vedremo nessuna alba ad Amatrice. Questi territori sono ancora nel buio, nella notte, il sole qui deve ancora spuntare. Forse anche per questo i toni nei video di ieri erano pacati e il pezzo scritto velato di una tristezza appuntita.
Speravamo di poter testimoniare l’alba in ogni posto d’Italia, ma Amatrice, Accumoli, Arquata e le cento frazioni che le circondano non sono ancora entrate sotto i raggi caldi del sole. Alcune persone sono positive e sorridenti questo sì, ma la ferita del cuore è ancora aperta, come lo sono le case squarciate dal terremoto.

Pedaliamo nel centro di Amatrice sotto le stelle, con le lucine in testa, sul manubrio e sul portapacchi. Un camion militare ci ferma proprio sotto la pericolante torre campanaria, emblema del crollo generale. Non potremmo passare di qua per ragioni di sicurezza ma ormai siamo quasi alla fine del paese. Raccontiamo brevemente il progetto in bici per l’Italia e il buonsenso dei due giovani in uniforme ci aiuta a proseguire. Non esisterebbe comunque alcuna strada alternativa per raggiungere il capoluogo dell’Abruzzo. Attraversiamo in una insolita nebbia novembrina i boschetti e i piccoli villaggi di pietra della zona, varchiamo il confine tra Lazio e Abruzzo e finalmente scendiamo fino all’alba di L’Aquila. Dopo un paio di miracolose coincidenze ferroviarie separate da alcuni minuti, scendiamo a Termoli e poi via fino a Larino.

Larino è una cittadina del Molise molto antica, sorta migliaia di anni fa e oggi importante centro culturale della regione.
Partendo per questo viaggio e vedendo le tappe del tour qualcuno ci ha chiesto: “perché fate tappa in Molise?”
La risposta non è affatto complicata. Facciamo tappa qui perché il Molise non esiste. È la regione che non c’è, quella che i bambini alle elementari e gli adulti pensionati rischiano di non ricordare o dimenticare per prima. La pedalata notturna in effetti ci porta a riqualificare una celebre frase “Seconda stella a destra, questo è il cammino, e poi dritto fino al Molise.”
Da alcuni giorni uno “strano” movimento sui social ci segnala un’atmosfera baldanzosa in questo paesello di 8000 anime. Una particolare attesa era stata esplicitata giorni fa tramite alcune testate giornalistiche soprattutto dal sindaco Giuseppe Puchetti e da Claudio Cianfaglioni, storico amico letterato e da appena un anno diventato parroco di Larino.
Risaliamo la Larino medievale sotto una tenue pioggerella fino al municipio. Non sappiamo bene cosa aspettarci. Svoltiamo la curva e facciamo ingresso nella piazza. Alcuni cartelli di divieto riportano:

Città di Larino.
Divieto di sosta alle macchine dalle 12 alle 15 per IN BICI PER L’ITALIA TAPPA LARINO

Non facciamo in tempo a leggerlo che la banda, composta da circa 30 giovani inizia a suonare! Fisarmoniche, trombe, flauti traversi, tamburi, mandolini, chitarre elettriche. Non lo so… Io in quel momento ci sento tutti gli strumenti del mondo. Il sindaco ci accoglie e le telecamere RAI cominciano a riprenderci e documentare l’arrivo con domande di ogni tipo. Il bello è che anche noi stiamo filmando (con mezzi evidentemente più modesti) e dopo un po’ non sappiamo più chi sta filmando chi, chi sta documentando cosa. Ne ridiamo con i giornalisti e procediamo col tour cittadino già apparecchiato dalle istituzioni civiche e religiose. Visita alla cattedrale, alla torre campanaria, al museo civico, al palazzo ducale, alle reliquie di San Pardo, ma partecipiamo anche di una visita più umana, sociale, quella che accade nelle chiacchiere paesane, saluti informali, simpatiche incomprensioni dialettali, storie e leggende del passato, tradizioni attuali che vanno dal carnevale originale tra i più belli e ricercati d’italia, fino alle Luminarie di Natale e alle dispute amicali su chi abbia prodotto l’olio più buono dell’anno.

La giornata si conclude con un momento di convivio indimenticabile. Un gruppo di mamme autoctone DOP passa (a nostra insaputa) tutto il pomeriggio in cucina per fabbricare ciberie di ogni portata e gusto. Non crediamo ai nostri occhi quando entriamo nel refettorio dopo una splendida passeggiata al tramonto con alcuni giovani del paese. Troviamo una tavolata a ferro di cavallo imbandita con ogni sorta di delizia e soprattutto il bizzarro, comico e commovente Menù IN BICI PER L’ITALIA plastificato con il nostro logo: una serie infinita di antipasti, 2 primi, 2 secondi e una lista interminabile di dolci, vini e liquori. Siamo ammutoliti ma ci passa in un attimo. Perché in questi casi non c’è da vergognarsi, c’è da rendere onore e fare festa.

La gioia di vivere di questa gente è tanta che nonostante la stanchezza vi partecipiamo fino a che possiamo, brindando come non abbiamo mai fatto dall’inizio dell’avventura. Del resto non tutti i momenti della vita sono per fare festa, così come non tutte le tappe del viaggio potrebbero concludersi con cene di questa prodigiosa portata. I segni di Larino sono evidenti. Siamo scesi in una nuova metà. In un diverso ordine di idee. È cominciata un’altra Italia che è la stessa ma che non lo è. Andrea e Stefano, benvenuti. Benvenuti al sud. 

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2 risposte a "IN BICI PER L’ITALIA, TAPPA 12: AMATRICE-LARINO"

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