IN BICI PER L’ITALIA, TAPPA 13: LARINO-CASTEL DEL MONTE-TRANI


Alle 5,25 troviamo l’ennesima sorpresa al Belvedere di Larino. Ad attendere l’alba ci sono altri 6 o 7 giovani che hanno colto al volo l’invito. Vogliono in un certo modo cominciare fianco a noi la tappa che ci porterà in Puglia.
A Larino comincia il sud ed è evidente che da ora in poi anche l’aspetto on the road del viaggio assume lineamenti diversi: l’asfalto dissestato, il clima torrido, le anziane alla porta di casa a vendere pomodorini, il diritto di precedenza a intensità di sguardo nelle rotonde… Insomma una serie di elementi che bisogna essere pronti a cogliere (anche poeticamente) lungo la via.
Alla fine di ogni tappa, però, la sensazione è che non sia il viaggio a cambiare ma che a cambiare siamo noi: dobbiamo essere pronti ad adattarci a un nuovo letto, ad accettare il mood della nuova accoglienza, a capire una nuova forma mentis. Scopriamo mano a mano la grandezza dell’Italia mentre cerchiamo ogni volta di capire il nostro stesso viaggio ricco di emozioni. Questi appunti giornalieri di blog infatti non sono che un abbozzo di tutto quello che ci portiamo dentro da ogni incontro. Il libro poi andrà scritto al ritorno, a pedali fermi.

Arriviano a Barletta e visitiamo subito il castello svevo, architettura medievale che si affaccia splendidamente sull’acqua. Poi andiamo sul lungomare che prende il nome di Pietro Mennea, nativo di Barletta, ancora oggi il più veloce europeo nella storia dei 200 metri con i suoi 19′ 72″.

Per questa prima tappa pugliese siamo ospiti a “Casa Vostra” un Bed and Breakfast vicino a Castel del Monte. Angela ci dà il benvenuto. Ha seguito le nostre tappe dall’inizio e sa da cosa veniamo… Ci accoglie in maniera dolce, come solo le grandi mamme possono fare. Siamo in un luogo ameno, immerso nel verde, riposante anche solo a pensarlo.
“Non posso accogliervi come hanno fatto a Larino” ci dice. Forse non se ne rende conto ma è esattamente quello sta facendo… Solo che lo fa nel suo modo. È la particolarità di questo giro dell’Italia: ognuno dà ciò che può, ognuno dà ciò che è, in maniera spontanea e naturale. Angela ci fa trovare sul comodino il DIARIO DEL VIAGGIATORE, dove ci scrive che la sua filosofia di accoglienza si sposa esattamente con quella del viaggio in bici per l’Italia: attenzione alle piccole cose e all’aspetto relazionale, non senza una buona dose di riservatezza.

Ci vuole bene così Angela e presto conosciamo tutta la famiglia, composta dal marito Francesco e dalle figlie Roberta (cantante) e Giulia (musicista). Uno spettacolo di famiglia insomma!
Ci preparano un pranzo pugliese doc con stracciatella, taralli, olio prodotto da loro, focaccia pomodorini e olive… Ma, cibo stellare a parte, è il momento conviviale a regalarci alcune top vibes del nostro viaggio. In Italia, è bene saperlo, ci si conosce soprattutto a tavola. Attorno alle pietanze si viene rinfrancati da un mix di sapori e odori che muovono intimità anche nella condivisione della vita. In nessun luogo al mondo succede così come da noi. E questo (permettetemi di dirlo) seppur con modalità diverse, avviene in tutto il nostro Paese, isole comprese. È come se cucinando si offrisse subito all’ospite la chiave di entrata alla propria cultura. L’amicizia comincia dal segreto enogastronomico condiviso, un dono che i sensi percepiscono vicino, essenziale. La siesta che da programma doveva essere di 2 ore si tramuta in 20 minuti. A volte ne vale  la pena.

Alle 17 siamo con Ludovica, compagna di università di Stefano, studentessa e appassionata di archeologia. Ci allieta con tanti particolari storici interessanti mentre visitiamo insieme ai suoi genitori sia il Centro di Trani che Castel del Monte.

La visita a Castel del Monte è una di quelle “tappe pilastro” fissate fin da maggio all’unanimità dai fratelli Cardi. È un castello esageratamente imponente, il più famoso tra quelli di Federico II. È patrimonio dell’umanità, conosciuto soprattutto per il film “Il nome della Rosa” tratto dal celebre libro di Umberto Eco. Un monumento che tanti italiani non conoscono e che è stato perfino scelto come immagine emblematica d’Italia nella moneta che spesso perdiamo per i marciapiedi delle nostre città, quella da 1cent. Fateci caso la prossima volta che prendete in mano il borsellino degli spiccioli!

La cena a base di pesce con Ludovica e i suoi genitori è una gioia per il palato e per la compagnia. Quando torniamo a “Casa Vostra” Angela ha già preparato la tavola per la colazione che faremo alle 4 di mattina. Non è detto che servano azioni eclatanti per voler bene alle persone. A volte basta un’accortezza, un gesto semplice e anche se sei lontano migliaia di km o sei in giro da due settimane, ti senti per davvero in famiglia, a casa. 

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