IN BICI PER L’ITALIA, TAPPA 19: VENAFRO-ROMA


PARTECIPA ALL’ARRIVO DI ANDREA E STEFANO il 27 luglio alle ore 19 in PIAZZA MARSILIO FICINO – FIGLINE VALDARNO (FIRENZE) ! Ti aspettiamo!

È ancora notte quando Filomena versa il caffè bollente in una tazzina e me lo offre tra le mani con un cucchiaino di zucchero. Si è voluta alzare anche lei per la partenza. È l’ultimo saluto al Molise, l’ultimo saluto al sud. E quando si saluta il sud il cuore passa sempre un lungo quarto d’ora di sana nostalgia. Pedalando si supera, almeno per il momento, ma dentro di te sai bene che tornerà.

Partiamo forte con l’intento di riuscire a prendere da Formia il treno delle 8,48. Sfrecciamo per la via Appia in quasi totale solitudine con una fresca brezza ad allietare la pelle del viso. I primi raggi del sole li vediamo quando siamo già nel Lazio ma stavolta decidiamo di non fermarci per l’alba. In giro non c’è ancora nessuno e possiamo registrare sui pedali.
Il ritmo è così buono che mano a mano che ci avviciniamo alla costa ci scopriamo sempre più in anticipo sui tempi previsti dal GPS. L’allenamento del mese in sella ci rende ormai più veloci del tempo ipotizzato dalla nostra guida tecnologica.

Riusciamo addirittura a prendere il treno delle 7,48 diretto a Roma Termini. Prima delle 10 siamo già nella capitale e non crediamo ai nostri occhi. È la mattina di un normale giorno lavorativo, ciononostante le strade sono poco frequentate, il Colosseo sgombro di turisti, i semafori con dei verdi infiniti senza una sola macchina che passa.
Per le vie di questo autentico museo a cielo aperto solo alcuni tedeschi e Francesi, pochi americani e nessun orientale.
Ci accomodiamo a Casa Argileto nel bellissimo quartiere di Monti dove siamo ospiti di Antonio che ci auguriamo possa produrre il docufilm finale di questa incredibile avventura fatta di bici, meraviglie naturali, monumenti storici, sapori deliziosi, persone straordinarie e mille cose sorprendenti.

La sistemazione a casa Argileto è fantastica: accolti con un prosecco da Deborah e Alice e una Spa già fissata a nostro nome. L’atmosfera che si respira per le vie di Monti è di quelle curiose mattinate estive nelle quali ti immagineresti su una terrazza a comporre versi poetici, scrivere una canzone o iniziare un libro di racconti di città. Stefano ed io però dobbiamo fare i conti con la stanchezza del viaggio e nonostante le vibrazioni letterarie, ci mettiamo per orizzontale sul nostro lettone e ci impegniamo per un’ora e mezza in una poderosa dormita.
Nel pomeriggio giriamo a piedi per Roma con Manna, amica calabrese di lunga data che dopo aver vissuto in quasi ogni angolo di mondo ha deciso che “geograficamente Roma è perfetta“. La capitale è una città unica, così ricca di storia che ogni marciapiede potrebbe farti scoprire un accesso nuovo all’eternità, piena di chiese che contengono oggetti dal valore inestimabile, opere d’arte di artisti memorabili. È così imponente nella sua bellezza organica che quando ti ci trovi dentro devi compiere una scelta. O ne vedi una porzione e ti ci dedichi seriamente, oppure te ne lasci ammaliare strada facendo, la vivi passeggiandoci, chiacchierando di tutt’altro, della vita, delle sfide di sogni buoni, del mare, del tempo, dei viaggi futuri.

In questa maniera Roma scende da quel piedistallo che potrebbe renderla ingombrante e diventa spazio generoso, si fa cornice del mondo condiviso, scenario di rivelazioni che accadono nei discorsi e nei pensieri in fuoriuscita. La ricordi anche così Roma, attraverso quella parola detta e ascoltata in quel punto della via, la ricordi negli argomenti affrontati, da quelli leggeri a quelli esistenziali. La si attraversa anche con i ricordi delle visite precedenti, persone che te ne hanno fatto scoprire un palazzo, una targa, un locale retro’ oppure con una canzone che più di altre ha caratterizzato un tratto della tua vita. È un po’ tutto questo ad accompagnarci, non in ordine, direi più in un disordine preciso, di quelli che alla fine ti fanno tornare al punto di partenza e non sai se sei stato tu ad attraversare Roma o se è stata lei ad aver attraversato te.

Roma, ti fai un selfie con lei e diventa amoR, chissà per quale isolata coincidenza. Io a quelle ci credo poco. Penso che nessuno possa andarsene da questa città senza averci vissuto dentro il suo amore, a volte anche più d’uno.
La sera ceniamo da Humus proprio sotto la nostra stupenda cameretta offertaci da Casa Argileto. Tartare di tonno, focaccia con burrata e zucchine, asparago alla parmigiana con uovo e humus in tutte le salse da spalmare su focacce appena sfornate. Parliamoci chiaro, in quanto a sapori questo viaggio non è andato proprio male… Qualcuno ci scrive che forse siamo dimagriti. Boh. Non lo so proprio. In ogni caso, anche se lo fosse, è un piacere dimagrire così.

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