POVERTA’ DA STAR


Risalgo la lunga e tortuosa via e sento l’inizio di tutto.

Il Brasile è nella donna seduta sul muro con pochi stracci.
Il Brasile è nei bambini che giocano a pallone a piedi nudi.
Tutto il Brasile comincia ad abitarmi mentre risalgo gradino per gradino la Favela Cantagalo.
Un passo e un altro. Un passo e un altro.
Il paese toscano in cui sono nato è lontano migliaia di chilometri, l’unica lingua che domino davvero da queste parti non serve, se non per scherzare con una donna o farsi notare dai meninos de ruas.
Il turista si districa nei problemi di cartina, è abile nel procedere punto a punto senza perdere tempo in luoghi inutili. Ciò che interessa è il luogo famoso, blasonato, da poter rilanciare nelle storie da bar, magari con aria filosofica.
Avverto dentro me qualcosa di lontano a questo.
Avverto che il mondo sta mutando e lo sta facendo con la gente, perchè è la gente che fa i luoghi.
Il web, in qualsiasi momento, può dirci qualsiasi cosa di qualsiasi angolo del mondo.
Ci sono però dei luoghi che poche persone hanno vissuto e raccontato, quei luoghi inutili per un turista e vitali per un poeta o un viaggiatore.
La gente si sta spostando piano piano verso le periferie turistiche, e lo sta facendo perchè la cultura degli hit sta tramontando. Oggi chiunque potrebbe improvvisamente divenir popolare con un video, un libro o una canzone. Ogni giorno accade che il nuovo popolo diventi il centro e in contemporanea che la vecchia Star, per continuare ad esserlo, debba fondersi nel popolo.
Nel 2014 non basta più essere famosi e vivere sopra le altre teste, non basta fare sfilate e partecipare ad aperitivi VIP, è sempre più necessario scendere nella folla del mondo e confondersi tra i comuni mortali. In questo tempo di trasformazione continua, esiste il viaggio contrario alle normali escalation, un cammino che va dall’essere Hit al rimanere parte della nicchia. Non basta più al giovane d’oggi ascoltare artisti famosi e vedere film con grandi attori, il desiderio spinge infatti a scovare nel caos il proprio autore, la propria stella, il proprio style. Sta cominciando una nuova era: l’era dei molti.
È cominciata la caccia agli artisti, si sono aperte le danze e ognuno cerca il suo ballerino sconosciuto da lanciare in pista.
Il mondo che offriva una manciata di hit soltanto, è terminato. Oggi ne abbiamo a tonnellate in tutti i campi, abbiamo Star ovunque e proprio per questo da nessuna parte realmente.
Sto per arrivare in cima alla Favela Cantagalo, posto inutile e pur vitale.
In questa vita veloce, mi muovo lento, a piedi, come un viandante che sceglie di attraversare il mondo per toccarne il corpo e ascoltarne il cuore.
Salgo in silenzio, ospite di questa povera città degli uomini, vestito come uno di loro.
I gradini in cemento sono terminati. La collina Cantagalo, dopo le case arroccate, comincia a vestirsi di verde.
Dal tetto dell’ultima baracca, l’oceano si apre.
Sono una Star. Sono un comune mortale.

.

Trucioli

Salendo.
Al cuore di.
Nuovo.
Occhi.
Di tutti.


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