BACIO AL MONDO


Dal libro Trucioli di Mondo

ai Grenzgänger, pensatori di frontiera

Per il servizio pubblico italiano Ferrovie dello Stato non sono più “young”. Lo ribadisce a più mandate il sito internet, con la solita scritta che compare ad ogni insistente click mentre inserisco il codice della carta-treni.
Credo sia la prima volta che mi capiti di essere ufficialmente riconosciuto “non giovane” dal paese. Non è delusione o vergogna quel che provo, solo un principio di nostalgica bellezza, roba tutt’altro che piagnucolante che sale da dentro fino a interpellare l’essere: va forse ripensato il pensiero nel suo pensare.
Un altro porto è stato lasciato addietro, una partenza esistenziale inevitabile e necessaria.
Tutto cambia, rimane solo la bellezza.
Sono quasi le 7 del mattino nell’ormai oltrepassata metà di dicembre. La notte è ancora padrona sui tetti dell’intero nord-est italiano. Non è più il tempo di ragionare per piccole tribù da bar, va cercata una nuova ampiezza per gli occhi, uno sguardo che possa accogliere l’oltre confine. Non è più mondo per soli italiani o per soli europei questo qua.
Ho lasciato l’appartamento di Verona appoggiando la porta delicatamente, fino a calmare lo scatto della serratura nel corridoio delle scale come un biscotto spezzato in riva al latte. Dormivano tutti. Nel buio dell’ingresso solo il presepe illuminato da due fiammelle, stelline di cera che danzavano luce sulle pareti e davano al mondo l’attesa.
Anche partendo si veglia, ho pensato.
Partendo si può proteggere, si fa accrescere il tempo in noi, la coscienza della vita e della luce.
Stiamo attendendo la luce del mondo, certamente l’alba sulle montagne di Trento ma più ancora l’alba dell’umanità.
Qual novo sole salirà in questo Natale?
Dal finestrino del viaggio arrivo a leggere, per adesso, solo le scritte dei magazzini che apriranno il lavoro di qui a qualche ora. Intanto è attesa.
Non è solo il presente a vegliare, non soltanto il me di questa fase “non young”. Ad attendere la luce del mondo vi è tutto il trascorso, il passato degli eventi, i viaggi e i luoghi delle nostre famiglie.

Tutto cambia, rimane solo la bellezza.
Ci avvolge la bellezza,
accarezza nelle foto in bianco e nero,
negli acquarelli, nella voce dei nonni, nel bacio.
(Bacio) ripeto lentamente.
Bacio è il silenzio di tutte le parole del mondo,
talmente non parola da raccoglierle in grembo una ad una.
Bacio è veglia e patto,
radice,
viaggio.

Il cielo sta cominciando a squarciarsi di arancio. Si ode quasi il contatto d’amore, un impatto folle e promesso. È il momento del tempo, lo sfiorarsi delle generazioni, delle frazioni semplificate oltre ogni lingua. Le montagne piegano lo spazio. Tutto è in silenzio sulla frontiera, sul profilo tagliato dalla luce. Come un bacio, il Natale.


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