AGLI OCCHI D’UNA DONNA


Da un po’ non ho più voce per raccontarmi.
La nebbia filtra sugli scuretti e scende dai camini del borgo. Il fiume ingrossa fino alle sponde d’oltre ponte. Ogni anno s’allarga abbastanza da far paura alle case sugli argini.
Da un pezzo non dormo più di sette ore. Da diverse mattine è calato il sipario della ragazza libera e spensierata. Ah se questa vita sedentaria recuperasse i sogni che avevo un tempo?!
Mi sento imperdibile, in questo immenso mondo dalle misure geograficamente controllate.
A sufficienza amo. A sufficienza ricavo. A sufficienza mi spengo.
Siamo sulla sufficienza, esattamente come quando andavo a scuola.
Non ho più notizie da rivelare. Mi adatto a sorridere. Non colgo al volo i dettagli per la penna. Sembra che procedere per sentieri attrezzati non faccia più per il mio animo limitato.
Buttarsi. Galleggiare. Apparire per i mesi di un anno.
Il gusto del silenzio mi avvolge raramente. Quando lo fa, è appena un intervallo. Un avanzo di tempo. L’unica conchiglia in un mare di attimi spenti.
Per i cattolici mancano pochi giorni alla risurrezione.
A fioritura avanzata mi hanno prenotato un viaggio oltre mondo. Hanno detto che il sole sta per uscire. Hanno detto che l’agenda è tutta piena di appuntamenti fuori orario.
L’ultima cosa che avrei voluto: farmi aiutare.
Da una vita impallidita si vorrebbe uscire con le proprie forze. L’ozio lo si vorrebbe eliminare in una lotta corpo a corpo personale e segreta.
È l’ora di rendersi conto che, nell’universo, c’è posto anche per i segreti.
Il cielo è più lontano di sempre. Eppure, forse, può accogliere ancora tra le sue braccia.
La tempesta ha scaricato tutti i suoi rovesci di quasi primavera.
Nella quiete dopo, ho trovato almeno il mio cuore. Era solo, sotto una croce di campagna.
Non lo so. Ho come l’impressione che la croce lo abbia trovato e sia rimasta ad aspettarmi.
Forse solo fantasie agli occhi d’una donna.
Aprile è il mese della fioritura per alcuni dei petali più belli della vita.
Aprile, per i cattolici, è il mese della risurrezione.
Aprile, data del viaggio oltre mondo.
Nuvoloni e stradine lavate. Mascara ed encefalo coinvolti nel grigio.
Un sorriso dal balcone della casa sull’argine.
Ha smesso di piovere nebbia. Un filo di voce è tornato per raccontarmi.
Amore nel pomeriggio. Amore nella sufficienza. Amore per il mare di attimi spenti.
Adesso, in vista del viaggio, sovrabbonda amore.

Nessuna lettera
né cuore visitato
su’ fiori di questa quasi primavera.
L’aria è umida, pesante quanto basta.
Firenze è umida, piccina e grande quanto basta.
L’amore è uno, ma non so scrivere quanto basta.

.
Trucioli

Non.
Più.
Forse.
Il momento.
Però.
Ci.
Appare.


3 risposte a "AGLI OCCHI D’UNA DONNA"

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