UNA MANCIATA DI SABBIA


Compaio sulla strada di casa in un ritorno dolce d’esistenza.
Nel cuore la marea si alza. Talune parole, forse le più oneste, vengono scelte sulla riva. L’ondata più lunga s’incarica di raccogliere e poi disperdere queste conchiglie di eternità. Un filo di voce estiva mi attraversa il corpo, va a intonarsi con quei ricordi che mi appartengono fin dai primi chiarori di spiaggia.
Musica. Richiamo velato. Amore.
Stazione per stazione è il viaggio verso casa.
Stazione per stazione si presentano al cuore nuove tracce, giochi e ricami di labbra.
Una manciata di sabbia sulla mano, due conchiglie tagliuzzate dagli scogli, e infine il mare:
quel mare che di giorno è paradiso di freschezza,
quel mare dei tramonti lontani e dei segreti soffiati all’infinito,
il mare arancione macchiato dai riflessi zebrati del cielo.
una manciata di sabbia
La sabbia scivola a poco dalla mano come una vecchia clessidra egiziana sotto il sole del deserto. Ebbene l’estate non può dipingersi in altra maniera, se non come questa discesa rapida per una strettoia di cristallo. Arriva tardi, finisce sempre troppo presto. Ci lascia con un prurito regolare che peraltro ogni anno ci fa innamorare di lei.
Prima che la sabbia caschi ancora, allungo la mano e provo ad afferrare il mare:
il mare quando diventa sera, sorseggiato con lo sguardo durante la cena in terrazza,
poi il mare alla notte, la tentazione incontrollabile di togliersi la camicia e buttarsi nelle stelle, e nuotare a largo, e nuotare ancora sino alla Luna.
Quelle volte che il freddo viene disperso dalla pelle di Laura e le onde si fanno culla del tempo.
Sospeso nel nero dell’acqua o in quello del cielo.
Sospendo il nero della vita per il nero dei suoi occhi.
Le dita scendono per i capelli senza abbandonare la dote della buona condotta.
Il sale prepara un gioco di nodi. L’anima li scioglie e li riannoda per non cader dolorante. Così, con questa precisa disposizione, gli amanti sanno prender meraviglia di ciò che lasceranno al vento.
Si sogna una canzone dolce in certi momenti. Si pensa a un arpeggio di chitarra e una voce soffiata. Ciò che perviene, invece, è il battito dei denti, la pelle che vibra sul vento e i muscoli lottare per non lasciarsi portare a riva. Il sorriso del volto, che prende forma dall’imperfezione, è il perfetto ritaglio di ciò che la gente, tutt’oggi, non crede possa esistere.
Si sogna una dolce canzone per certi momenti ma quanto si sente con la vita, in definitiva, è qualcosa di molto più profondo.

Ricompaio sulla strada di casa in un ritorno dolce d’esistenza.
Fra le luci dei paesi toscani sento la fine di questo viaggio. Abbasso lo sguardo alla scaletta, e mi soffermo un’ultima volta prima di scendere.

…La sabbia cade ininterrottamente dalla mano…

Nell’unico granello che riesco a difendere vedo l’uscita di scena. Triste. Incontrollabile. Perfetta.
Come l’estate.
Come un ultimo bacio.
Come l’asciugamano dopo il bagno notturno.
Come un amore a termine.
Come Laura.


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