IL SOGNO


Cosa succede dentro me? Dove se ne vanno quei rapidi zampillii di pensiero mentre mi adagio tra le lenzuola profumate della camera?
Partiamo. Lo facciamo pochi istanti prima che nel nostro corpo scenda la notte. Lasciamo il molo della camera, tagliamo la corda dei pensieri pesanti. Quasi paradossale, perché su questo finire, a un metro dall’oscurità del sonno, tutto in noi si decide a cominciare.
La fronte si lucida e si estende, i capelli pendono dalla sponda del cuscino, le labbra disegnano una cunetta morbida che pare voglia sposarsi al buio.
Rimane tutto intatto nell’atmosfera silenziosa del dormiveglia, eppure qualcosa si stacca, una minuscola cellula, un piccolo dettaglio dal mare di desideri che abitano l’essere. È un atomo di pace che comincia a girovagare per gli spazi infiniti dell’universo umano: mente, anima, cuore, unghie, occhiogni luogo è nell’uno, nell’unità leggera che le abitudini e la routine non permettono di sentire di giorno. L’uno del noi, l’uno del me tutto in relazione.
Cosa succede qui dentro? Dove vanno le pile di libri che ho letto nella mia vita? In quale territorio si posano gli amori che ho vissuto?
Non ho ancora dato un esame all’università. Mi sento un bambino, uno di quei figli nati strani, controvento, forse per una notte di perdono dopo un grande litigio. A volte mi sento proprio così: nato per-dono. Quelle volte vorrei affacciarmi di notte al balcone di una città straniera, di una metropoli americana o anche soltanto sporgermi alla finestra di un cortile interno nel pieno centro di Barcellona, e poi gridare nella lingua dei miei padri: “Perdonatemi! Perdonatemi se sono nato!”
Angela è fuori e non tornerà fino a martedì.
Non sa ancora che ho deciso di cambiare, stavolta per davvero. Non sono capace di concentrarmi, forse non sono nato per studiare, forse non dovevo proprio nascere…
Che cattivo pensiero è mai questo?! Da dove raccolgo certe atrocità?!
Spengo la luce. Metto in carica l’Iphone. Adatto le curve del corpo alla branda e mollo le cime…
Questo è il tempo.
La barca, sola sull’acqua e le case dei pescatori che la osservano ancora.
Eccolo, il tempo.
La barca scivola contronda, lentamente, però non è ancora al largo.
Questo è il passaggio,
la dogana dell’esserci,
l’amore della luna e del sole.
Eccolo, l’ultimo colpo di cannone in guerra.
Qui la vita non ha forma o la ottiene del tutto
prima che il mare diventi oceano:
Angela.
È lì, confusa, bellissima,
istante cruciale di quel che sarò,
di là.


4 risposte a "IL SOGNO"

  1. Scusami se ti ho chiesto della foto, mia figlia mi ha detto che non era carino chiedere di una foto in un blog di racconti e poesie. Aveva ragione!
    Comunque ho letto alcuni tuoi racconti e mi è piaciuto molto “L’altalena” dove il pensiero lineare è alternato alle tue riflessioni espresse in modo personale e originale.

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    1. Non preoccuparti Gloria, mi fa piacere quando mi viene chiesto qualcosa. Se posso aiutare lo faccio volentieri. Nel tuo caso però non credo di esserti stato molto d’aiuto purtroppo.
      Sono contento che ti sia piaciuto il Truciolo L’ALTALENA… È un fatto realmente accaduto che mi ha fatto lungamente riflettere sulla profondità di pensiero dei bambini. Se ti è piaciuto questo, ti consiglio di leggere anche PIANTO DI IDENTITÀ 😉

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  2. Ciao ho scoperto il tuo blog per caso, mi è piaciuta molto la foto che precede “Il sogno” vorrei ispirarmi per dipingere un quadro, ma non vorrei che fosse una delle tante immagini che girano sul web. Allora ti chiedo se è una foto originale

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