SUL TAVOLO DEL MAGUIRES


Sul tavolo del Maguires, davanti alla portafinestra, un sottobicchiere bordeaux tampona il fondo gocciolante di un bicchiere colmo di birra leggera.

In un angolo di George Street, un uomo dai lineamenti orientali risponde al cellulare con un sorriso meravigliato. Continua la camminata rallentando il passo.
All’altro capo della strada, un tratto di marciapiede rialzato fa inciampare un ragazzo biondo dalla pelle chiara. Il suo volto accenna una smorfia. Poi si abbandona a una risata troppo rumorosa che tradisce il suo imbarazzo.
Appena dietro, una ragazza snella e di bell’aspetto sembra divertita dalla scena. Lascia che una mano le scenda nella tasca dei jeans larghi e con un movimento di capelli mormora qualcosa che non posso sentire. Il ragazzo si ferma. Si lascia sorpassare. Con stupore segue il passo sinuoso della ragazza.
Più avanti, un giovane sui trent’anni, è appoggiato al semaforo. Altri pedoni, con lui, aspettano di poter passare. Il vento fresco di fine pomeriggio sta gonfiando la sua maglietta gialla dal lato della strada. Scatta il verde e tutti si muovono in massa. Durante l’incrocio dei passanti ogni vita e ogni destino sembrano aggrovigliarsi. Per un attimo il giovane sembra farsi convincere dallo sguardo di una donna molto più matura di lui. Nel dubbio, continua verso la propria destinazione e il proprio futuro.
Al Maguires la musica sembra scelta seguendo i miei gusti, mentre a pochi metri passano due amiche dai capelli mori e di età inferiore alla mia. Le vedo per pochi secondi. Noto la loro eleganza nel vestire, il loro inglese sciolto e naturale, le buste dei negozi con le compere. Le quattro gambe spariscono dietro la finestra più lontana per proseguire il pomeriggio di shopping. Il mio sguardo curioso si infrange contro l’angolo quando il vento porta un secondo di odore: qualcosa, nei ricordi, torna alla dimensione reale. Il soffio leggero che lasciò cadere la lacrima di Kate sui miei occhi. Quello stesso soffio che mi fece tradurre una parola di rabbia nel suo fragile sguardo d’addio.
Accarezzo un attimo quel momento così intenso, carico di significato, carico di vita.
Un uomo piuttosto anziano esce con un bicchiere di vino rosso. Saluta il gruppo di amici seduti attorno al tavolo di legno liscio. Accende una sigaretta lunga e sottile. Gusta lento il sapore fumante e, con naturale tranquillità, non smette di sorseggiare il vino a metà labbra.
E’ bello vedere il bicchiere avvicinarsi alla bocca, il vino scivolare sulla parete di vetro, e poi, dagli occhi dell’uomo, sentirne il gusto appena troppo corposo.
Un giro di monetine sul bancone rovescia una goccia di prosecco dal lungo calice del barman. Quando l’uomo si gira, la moneta dei 50 cent sta ancora tintinnando. 6 dollari e mezzo.

Sul tavolo del Maguires, davanti alla portafinestra, un sottobicchiere bordeaux e un bicchiere vuoto.

 

Traduzione in spagnolo di Juan Carlos Arboleda:

SOBRE LA MESA DEL MAGUIRES

Sobre la mesa del Maguires, delante de la ventana francesa, un portavaso burdeos de cartòn tampona el fondo mojado y un poco goteo de un vaso lleno de cerveza ligera.

En un rincòn de Gorge Street, un hombre con los rasgos orientales responde al movil con una sonrisa asombrado y sigue por su camino disminuendo el paso.
Por otro extremo de la carretera, un tramo de acera elevado hace tropezar temporaneamente un muchacho rubio y con la piel clara. Su rostro menciona una mueca. Luego se entrega a una risa demasiado fuerte que traiciona su embarazo.
Justo detràs, una chica flaca y de buena apariencia se parece divertida de la escena. Pone una mano en el bolsillo de sus vaqueros holgados y con un movimiento de pelos murmulla algo que no puedo escuchar.
El chico se para un segundo. Se deja adelantar. Y con maravilla sigue su viaje observando el paso rapido y elegante de la chica.
Un poco mas abajo de la calle, un joven sobre los treinta años, junto con un grupillo de gente, està a la espera del verde apoyado en el semaforo. El viento frio de la tarde esta inchando su camiseta amarilla por el lado de la calle.
Justo cuando la luz se pone verde todos se mueven en masa. En la intersecciòn con los otros caminantes cada vida parece enredado y los destinos tambien. Por un momento el joven està convencido de la mirada de una mujer mucho mas vieja que el. Pero luego el paseo continua sin cambios hasta su destino y siguiendo la voz del azar.
En el Maguires la musica parece elegida segundo mi estilo mientras a pocos metros de mi, caminan dos amigas con los pelos negros y menores de la edad que tengo yo. Las veo solamente por unos cuantos segundos y noto la elegancia de la vestimenta, el ingles fluido y natural, las bolsas de las tiendas con la compra. Las cuatro piernas desaparecen mas lejos detràs de la ventana para continuar la tarde de compras. Mi mirada curiosa acaba de romperse contra del rincòn cuando el viento me lleva un segundo de olor. Y algo en mis recuerdos vuelve al tamaño real.
Es el mismo aliento ligero que dejò caer la lagrima de Kate en mis ojos.
El mismo aliento que me dejò traducir una palabra de ira de sus ojos fragiles.
Sobrevuelo por un tiempo aquel momento tan intenso. Cargado de sentido. Cargado de vida.
Un hombre bastante viejo sale con una copa de vino tinto, y saludando a un grupo de amigos sentados a una mesita de madera suave, enciende un cigarrillo delgado delgado. Disfruta lentamente del sabor de ahumado y con una naturaleza infinita sigue el sorbo de vino a medios labios.
Es fascinante ver la copa acercarse a la boca. El vino resbalar por la pared de cristal, y luego, a traves de los ojos del hombre, sentir el sabor con mucho cuerpo.
Un ruido de pequeñas monedas en el banco, derrama una gota de prosecco del largo vaso del camarero. Cuando el hombre se da una vuelta, la moneda de los 50 cent està todavia tintinnando. 6 dolares y medio.

Sobre la mesa del Maguires, delante de la ventana francesa, un portavaso burdeos de cartòn y un vaso vacìo.


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